L’idrosfera: tra miti e divinità dell’antica Grecia

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Da secoli l’idrosfera (dal greco ὕδωρ “acqua” e σφαῖρα “sfera”, quindi letteralmente “l’insieme di tutte le acque”) ha giocato un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo. 

Soltanto dall’etimologia del nome riusciamo a comprendere come l’acqua, da sempre, “circondi” la nostra vita e ne abbia permesso lo sviluppo.

Nelle civiltà antiche, come ad esempio nell’antica Grecia, in cui la principale fonte di sostentamento era l’agricoltura, l’acqua aveva un ruolo in primo piano, tanto che alla terra coltivata, resa fertile dalle piogge e dai fiumi, vennero attribuiti poteri quasi “magici”, in seguito associati anche ad ogni altro elemento naturale.

Gea era la divinità associata alla Terra. Secondo la Teogonia di Esiodo, Gea emerse dal Caos, dopo che diede vita alle forze naturali del mondo: i mari, le montagne e il cielo, Urano. Unendosi a Urano generò i sei titani, le sei titanidi, i ciclopi e infine gli Ecatonchiri (mostri dalle centro braccia).

L’uomo ha continuato ad osservare il mondo che lo circondava, e per soddisfare tutte quelle mille domande esistenziali, alle quali anche noi oggi non sappiamo dare una risposta, concluse che doveva esserci qualcuno che facesse sorgere il sole, crescere le piante e ovviamente creare anche nuove sorgenti d’acqua. Ben presto quindi nacquero le prime divinità, e di conseguenza i primi miti, racconti con la funzione di spiegare i molteplici fenomeni naturali. 

Statua di Poseidone della Fontana di Trevi, Roma

Poseidone è una delle divinità più celebri nel pantheon greco; non è soltanto legato all’elemento liquido, bensì anche all’umidità, e quindi alla terra, alla sua fecondità e persino ai terremoti. Era oggetto di culto diffuso in tutta la Grecia, soprattutto lungo le coste e nelle isole. 

Giovanni Battista Tiepolo, "Teti consola Achille", 1757

Altre creature mitologiche greche legate all’acqua sono le ninfe nereidi e oceanidi. Le prime sono figlie di Nereo, il vecchio dio marino, le cui funzioni erano ben diverse da quelle di Poseidone: Nereo aveva il dono di prevenire l’avvenire e il potere di trasformarsi in ogni tipo di animale. Tra le nereidi si conosce soprattutto Teti, madre di Achille, l’illustre eroe omerico protagonista dell’Iliade. Infine le oceanidi sono figlie di Oceano, il fiume che circondava tutto il mondo e sorgente di tutte le acque, compresi i fiumi dell’Ade. 

Con la creazione dell’aspetto religioso e morale della civiltà, gli antichi divennero molto più legati alla terra e all’ambiente; inoltre agivano prudenti, poiché spesso temevano di scatenare l’ira delle divinità e che esse potessero punirli, ad esempio, provocando una violenta tempesta o lo straripamento di un fiume. 

Oggi pensiamo che il mondo intorno a noi sia pressoché qualcosa di scontato, ed è per questo motivo che purtroppo anche l’idrosfera è stata protagonista di numerose catastrofi dovute ai cambiamenti climatici e, malgrado ciò, non ci siamo accorti che continuare a giocare in modo sbagliato con questa “palla” (σφαῖρα come primo significato ha proprio quello di “palla”), in futuro potrà rivelarsi ancora più pericoloso di quanto non lo sia già ora. 

Forse dovremmo ispirarci agli antichi e recuperare quel rispetto che avremmo dovuto avere da sempre nei confronti del mondo che ci circonda, o ricominciare da zero con un pensiero totalmente innovativo quanto efficace? Oppure entrambe le cose? Facci sapere anche tu che cosa ne pensi!

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